Category Archives: Tecnologie

Il ciclo di produzione dei telai in carbonio Hersh

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La fase di carteggiata del telaio in carbonio Hersh già fasciato

Prima di tutto una certezza. I telai in carbonio Hersh sono fatti in Italia. Progettati, “fasciati”, testati e verniciati in Italia. Un ciclo produttivo che vede l’arrivo in azienda dei semilavorati, realizzati da produttori che lavorano il carbonio anche per altri settori merceologici. Da qui comincia l’avventura produttiva Hersh.

Batterie per bici a pedalata assistita: un futuro con celle a combustibile?

Senza titolo 2 300x199 Batterie per bici a pedalata assistita: un futuro con celle a combustibile?Le batterie per bici elettriche a pedalata assistita hanno subito negli ultimi anni una grande evoluzione in termini di innovazione tecnologica, garantendno aggi alle biciclette elettriche maggior autonomie e migliori prestazioni.

Da alcune segnalazioni raccolte sul mercato e dagli operatori del settore, pare che si stia andando sempre più verso un’evoluzione tecnologica che vedrà nel prossimo futuro l’impiego di celle a combustibile, o meglio definite dagli anglosassoni come Fuel Cell.

Ma che cosa sono e quali vantaggi potranno portare alla bicicletta elettrica?
Le celle a combustibile producono energia elettrica grazie alla reazione che avviene tra l’idrogeno, il combustibile presente nella batteria, e l’ossigeno presente nell’aria. Per questo motivo, le biciclette che potrebbero venire equipaggiate con queste batterie saranno definite, con ogni probabilità, biciclette a idrogeno.

Le aziende intanto stanno muovendo i loro primi passi nella ricerca di questa innovativa e futuristica soluzione tecnologica, che può davvero rappresentare il futuro della mobilità sostenibile.

Italiwin
Italwin ha già preparato un prototipo e la sua attenzione resta altissima su una tecnologia, quella del Fuel Cell, che per l’azienda rappresenta il futuro anche se a quanto dicono i vertici, non è ancora matura. I limiti per Italwin derivano dallo stoggiaggio dell’idrogeno, ma si spera che il settore automobilistico faccia da traino

UP Positive
Meno ottimistico il parare di UP Positive che, pur ritenendo la tecnologia interessante, mette in guardia dai costi troppo alti, alla maggior complessità costruttiva, alla presenza del serbatorio sotto pressione, alla durata e efficienza delle celle a conbustibile e al maggior peso.

Frisbee
Molta attenzione anche da parte di Frisbee alla tecnologia delle celle a conbustibile, dove a cominciato a fare i primi passi a livello sperimentale, anche se l’azienda dichiara non di essere ancora pienamente convinta sull’applicabilità a breve di questa tecnologia

Geocaching: col GPS ora si trova il tesoro

garmin opencahing 300x238 Geocaching: col GPS ora si trova il tesoro

Geocaching, la caccia al tesoro satellitare

Un tempo si chiamava caccia al tesoro e si faceva tra le mura di casa, con qualche fugace puntata in giardino o, per i più temerari, rapide incursioni nel quartiere. Oggi si chiama geocaching e si fa ovunque, isole comprese: ogni punto è buono per nascondere (o trovare) il cache, ovvero il “tesoro”, e tanto più è originale e unico, tanto più avvincente diventa il gioco. Hider o seeker, tutti lanciano la sfida. Non c’è limite alle sue dimensioni, tutto è lasciato alla fantasia del giocatore che l’ha nascosto: si può andare da un bidone abbandonato tra i frangiflutti di un porto, a piccole scatolette portaminuteria nascoste tra i mattoni di un vecchio rudere. Il cache contiene generalmente un block notes, una matita e, a volte, anche una macchina fotografica usa e getta, assieme ad altri oggetti, generalmente di basso valore. Chi trova il tesoro lascia il suo indirizzo mail sul taccuino, si scatta una foto, prende uno degli oggetti contenuti nel cache (a patto di lasciarne un altro) e riposiziona tutto come l’ha trovato: non lasciare tracce è una regola fondamentale per non facilitare i seeker (cercatori) successivi.

Una community on-line
Questa coinvolgente attività outdoor è nata una decina di anni fa, ma è dal 2008 che ha avuto un vero e proprio successo internazionale, favorito anche dalla diffusione dei GPS per le attività sportive outdoor. Chiunque può partecipare a questa caccia al tesoro satellitare, a patto che sia in possesso di un GPS ed essere registrato a www.opencaching.com . Il sito, creato in collaborazione con Garmin, è una vera e propria community di appassionati di geocaching, libera e assolutamente gratuita. Qui gli hider lanciano le sfide postando i loro cache, riportandone latitudine e longitudine, e dando eventuali indizi per il loro ritrovamento. I seeker invece, una volta scaricati i dati dal sito e trovato il cache, possono aggiornare la pagina web relativa al tesoro e andare a incrementare il proprio contatore di tesori rinvenuti.

Caratteristiche ecologiche
Gli strumenti Garmin di ultima generazione sono tutti predisposti alla modalità “paperless geocaching”: una peculiarità altamente ecologica in quanto non serve stampare su carta le informazioni relative al cache da ricercare. Inoltre, sui GPS Garmin sono presenti specifiche icone per i cache “da trovare” e quelli “trovati”. Ma non è tutto, perché per molti giocatori il vero scopo, al di là dell’aspetto ludico, è offrire un’occasione di vivere in mezzo alla natura o di scoprire luoghi o monumenti, magari minori, ma pur sempre di grande interesse culturale o paesaggistico. In molte nazioni il geocaching sta diventando una nuova forma di turismo del weekend.

Il Chirp che segnala il tesoro
Al geocacher servono intuito, esperienza e sicuramente una buona dose di fortuna, se deve cercare un contenitore grande quanto un bottone, fosse sparito, rischia di perderci giorni! Un problema che Garmin, leader mondiale nella navigazione satellitare, ha risolto mettendo a punto un economico (24,99 Euro) ma efficacissimo prodotto: il Chirp. Nella radiofonia si definisce “chirp” un segnale la cui frequenza varia linearmente con il tempo. Garmin ha definito un sistema di segnale wireless, resistente e impermeabile, in grado di comunicare ed essere programmato da qualsiasi unità wireless Garmin compatibile (Oregon, Dakota, Colorado o Map62). Quando un geocacher con GPS Garmin arriva nelle vicinanze di un cache, viene avvisato e potrà accedere alle informazioni che l’utente ha caricato nel Chirp. Il seeker, a sua volta, potrà sapere dal Chirp quanti visitatori sono entrati nel proprio cache. Garmin ha affidato a esperti geocacher la messa a punto del dispositivo: ne è uscito un prodotto in grado di resistere a qualsiasi condizione climatica, di dimensioni ridotte ideali per il cache,̀ resistente e impermeabile, con una batteria che dura fino a un anno. Un utilissimo “compagno di caccia”, che insieme ai GPS di Garmin ed al sito www.opencaching.com vi farà vivere da protagonista le vostre avventure di geocaching.

Info: www.opencaching.com

Da Bosch la bici a pedalata assistita dal cuore intelligente

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Da Bosch la bici a pedalata assistita dal cuore intelligente

Bosch, leader internazionale nella ricerca e nella produzione di tecnologie per autoveicoli, industriali, costruttive e di beni di consumo, ha presentato il nuovo progetto di e-mobility rivolto agli appassionati della bicicletta.
La multinazionale tedesca ha esteso la sua esperienza legata all’elettronica e alla propulsione elettrica automotive, anche al settore ciclistico con un motore a elevate prestazioni per bici a pedalata assistita.
A partire dal 2011 il nuovo sistema Bosch per eBike entrerà in produzione presso lo stabilimento di Reutlingen, in Germania.
Le eBike di Bosch sono macchine moderne che non solo sostituiscono la pedalata, ma la assistono, entrando in funzione in base allo sforzo muscolare, alla pendenza e alle sollecitazioni del guidatore.

Il “cuore” del sistema

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Il cuore elettrico della bici a pedalata assistita di Bosch

Il “cuore” del sistema eBike di Bosch è composto da un motore elettrico con elevate prestazioni, unito a una centralina e a dei sensori. Quest’ultimi monitorano la velocità di percorrenza, la frequenza, l’intensità della pedalata e, in base alla rilevazione, calcolano la forza con la quale il motore elettrico deve sostenerla. Infatti, a seconda del livello di supporto selezionato (Eco, Tour, Sport e Speed), l’elettronica Bosch risponde intuitivamente alle necessità del ciclista, non solo sostituendosi alla pedalata, ma assistendola e entrando in funzione in base allo sforzo muscolare, alla pendenza e alle sollecitazioni rilevate.

Drive Unit: “Il controllo intelligente”

Il sistema Drive Unit non solo si adatta rapidamente alle necessità del ciclista, ma lo fa silenziosamente mantenendo alte le prestazioni. Dal design elegante, il sistema Drive Unite può essere integrato senza alcun bisogno di modificare l’interasse. E’ posizionato nel mezzo del telaio, la bicicletta ha così un basso centro di gravità e quindi più stabilità. Tre sensori misurano la velocità, la frequenza e l’intensità di pedalata, analizzando fino a 200 volte al secondo, le intenzioni del guidatore, permettendo così di calcolare il supporto richiesto dal motore.
Un esempio concreto: se improvvisamente si alza un forte vento contrario, il ciclista è costretto a pedalare con più vigore e fatica per mantenere la stessa andatura. I sensori reagiscono a questi segnali di sforzo comunicandolo alla centralina e di conseguenza il motore aumenta l’energia per mantenere costante la velocità e allentare la tensione. Il supporto elettrico consente di raggiungere fino a 25 Km/h di velocità massima, questo perché altrimenti l’eBike non sarebbe riconosciuta per legge come bicicletta e per guidarla occorrerebbero casco, patente e assicurazione. Infine, il sistema può essere utilizzato anche montando il seggiolino per i bambini, o con un piccolo traino al seguito, per pedalare in libertà, agilmente e senza fatica.

Drive HMI (human machine interface)

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il computer di bordo della bici a pedalata assistita di Bosch

Il computer di bordo HMI è posizionato sul manubrio della bicicletta. Piccolo (55×69,5×15,5 mm) e leggero (ca. 150 g), con le sue multi funzioni permette di visualizzare il livello della batteria, la velocità, la distanza percorsa e quella residua. HMI ha quattro modalità di funzionamento (Eco, Tour, Sport, Speed) e per ciascuna di esse è possibile scegliere tre diversi livelli di assistenza, per supportare la pedalata in ogni situazione.

Battery Pack

La batteria è al litio. Di dimensioni ridotte (260-90-85 mm) e leggera (2,5 kg), si ricarica completamente in due ore e mezza e raggiunge il 50% della carica in un’ora.

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La batteria della bici a pedalata assistita di bosch

L’autonomia va dai 35 agli 80 Km, in base alla tipologia di utilizzo. Capacità di 288 Wh ( 36 V, 8 Ah ). Disponibile in due versioni standard (nei colori bianco, nero, argento) e rack type (nero). La batteria può essere alloggiata sulla parte posteriore (portapacchi), lungo il tubo verticale della bicicletta, o lungo quello orizzontale della sella. Questa soluzione progettuale permette di avere la massima flessibilità assecondando le differenti tipologie di bicicletta. Il funzionamento ottimale del sistema è garantito tra i -5 °C e i +40 °C. La batteria è impermeabile e non richiede specifica manutenzione.
E’ possibile ricaricare la batteria della bicicletta utilizzando esclusivamente l’energia solare grazie al modulo fotovoltaico a film sottile realizzato dalla Divisione Bosch Solar Energy.
Bosch Solar Module µm-Si plus NA1110: ricarica una batteria al litio da 8 Ah in 2 ore e mezza.
Condizioni di funzionamento da -40 fino a +85 °C, umidità max. 85% (rh).

Le bici a pedalata assistita Frisbee e Dinghi certificate TÜV

BiciFrisbee 300x227 Le bici a pedalata assistita Frisbee e Dinghi certificate TÜV
Senza titolo 2 300x199 Le bici a pedalata assistita Frisbee e Dinghi certificate TÜV
Come cambiano le bici a pedalata assistita FRISBEE e DINGHI dopo l’adeguamento alle recenti norme EN15194 certificate dall’Ente accreditato TÜV-Rheinland?
La recente normativa europea EN 15194:2009 ha introdotto un nuovo standard per armonizzare la costruzione di mezzi elettrici a pedalata assistita nella Comunità Europea, a cui tutte le biciclette EPAC si devono adeguare per potere girare legalmente.
Le biciclette EPAC = Electric Power Assisted Cycles (biciclette assistite da motore elettrico) sono quei mezzi che, per potere essere equiparati dal Codice della Strada alle normali biciclette muscolari e circolare in zone limitate al traffico, devono essere dotati di motore elettrico fino a potenza max di 250W, il contributo elettrico deve interrompersi al raggiungimento dei 25 km/h e le batterie non devono superare un voltaggio di 48V DC.
I test principali eseguiti dal rinomato Ente germanico “TÜV Rheinland”, al quale sono state recentemente sottoposte le biciclette a pedalata assistita Frisbee e Dinghi per verificare la piena rispondenza alle norme EN 15194:2009 riguardano:
- La sicurezza riguardo la struttura del telaio e della forcella (EN 14764), con prove di tenuta, scuotimento, vibrazioni, resistenza ai pesi, secondo certi parametri imposti;
- La sicurezza dei vari presidi di fissaggio, quali leve, dadi, bulloni, antiruggine e antiinfortunistici a norma per garantire massima tenuta della sella, manubrio, ruote, cavalletto ecc..;
- La sicurezza dell’impianto e dei componenti elettrici, quali motore, display, cavi e guaine ecc., che devono essere certificati con indicazione del produttore;
- La sicurezza della tenuta del portapacchi posteriore (EN 14768);
- La compatibilità elettromagnetica, che riguardano la centralina, il display, il motore, che secondo le più recenti disposizioni devono essere dotati di schermatura antiradiazione;
- La sicurezza delle batterie e del caricabatterie, controllo della regolazione della potenza, del sistema PAS (brevetto TC), della partenza e della frenata secondo le norme EU;
- Il sistema di etichettatura e la corretta informazione per l’utente.
Il nuovo contrassegno “TÜV che verrà apposto ai mezzi testati certifica la piena rispondenza delle biciclette a pedalata assistita FRISBEE e DINGHI a tali norme, e quindi garantisce che tali biciclette “EPAC” rispondono pienamente ai più alti standard industriali di sicurezza, affidabilità e qualità richiesti per potere circolare legalmente in Europa.
Visita il sito.

Fondello: il vero alleato del ciclista

3 Campagnolo ok 300x225 Fondello: il vero alleato del ciclista
Tri-ProPad Tech di Campagnolo: le ali preformate offrono massima ergonomia.

2 Sportful OK 300x221 Fondello: il vero alleato del ciclista
Total Comfort di Sportful: il fondello protegge dallo sfregamento grazie anche alla forma anatomica senza cuciture.

1 Parentini OK 165x300 Fondello: il vero alleato del ciclista
Flou S10 elastic di Parentini: il fondello a triplo spessore è indicato per lunghe percorrenze.

4 Assos ok 99x300 Fondello: il vero alleato del ciclista
FI.13_S5 esclusivo Assos: il taglio ergonomico riduce la pressione sull’area genitale.

Forse non tutti sanno che il fondello rappresenta un elemento importantissimo per le prestazioni e la salute del ciclista, al punto che recenti studi hanno dimostrato che più l’atleta soffre per una minor protezione a contatto con la sella, tanto più nel tempo i suoi movimenti diventano scomposti, con perdita di energia e maggior consumo di ossigeno.
Con una protezione corretta, al contrario, si riduce il consumo di ossigeno, avendo a disposizione una maggiore componente di energia per l’atto atletico.
Il fondello diventa così uno degli elementi fondamentali di cui il ciclista deve tenere conto in fatto di equipaggiamento.
Come ha ben spiegato la rivista Bicitech (n. 6 – novembre 2009, pag. 76), “per quanto performante e bello possa essere il pantaloncino, di qualunque tipo sia, se non è dotato della giusta protezione perde valore nella sua funzionalità e non incontra le esigenze del ciclista né in fatto di salute né tantomeno in fatto di prestazioni. Per questo quando si acquista un pantaloncino la prima cosa da guardare è proprio di che tipo di protezione è dotato”.
Essendo svariate le tipologie di fondello di cui i produttori di abbigliamento si avvalgono, al momento dell’acquisto del pantaloncino è necessario prestarvi attenzione e non operare una scelta casuale. Gli aspetti da valutare sono le differenze antropometriche, compresa la differenza anatomica tra uomini e donne. Ma bisogna tener conto anche del tipo di attività praticata, per esempio mtb, strada, city bike, e di conseguenza del tempo in cui si rimane in sella e del tipo di sforzo che generalmente si effettua…”.
Va di conseguenza la valutazione del tipo di bicicletta che si utilizza e soprattutto, del tipo di sella; i produttori di fondelli più seri infatti svolgono numerose ricerche tenendo conto anche di questo elemento, ed eseguono specifici test di laboratorio utilizzandone tipologie diverse di sella.

Che cosa deve offrire
Tra le caratteristiche che un buon fondello deve possedere c’è innanzitutto il grado di protezione offerta. Come si  legge nell’articolo citato, “tale protezione è ottenuta attraverso la combinazione di strati di gel sintetici o schiume multidensità, distribuite per rispondere alle caratteristiche dei diversi atleti e ai diversi tipi di sforzo effettuato. Generalmente inserti ad altissima densità si trovano nelle aree ischiatiche e perineali, per alleggerire l’appoggio nei punti più delicati e di maggior pressione del corpo sulla sella e fornire quindi un migliore assorbimento degli urti. I tessuti invece devono essere elastici e batteriostatici, devono permettere la massima traspirazione del sudore verso l’esterno ed essere in grado di asciugare rapidamente, per impedire la proliferazione batterica, causa di irritazioni e cattivi odori”. Ne sono un esempio microfibre particolari contenenti particelle di argento che impediscono la proliferazione batterica e incrementano il comfort epidermico, ma anche il carbonio è un ottimo alleato.
Il fondello, infine, deve essere realizzato in modo che il tessuto a contatto con la pelle non provochi sfregamenti e irritazioni, per questo deve presentare una superficie morbida e liscia, generalmente senza cuciture, ed essere studiato per impedire la formazione di pieghe e rigonfiamenti.

Fonte: Rivista Bicitech

Telai su misura: titanio è meglio? L’opinione di Darren Crisp

DarrenCrisp2 300x200 Telai su misura: titanio è meglio? L’opinione di Darren Crisp

Sono americano e faccio telai di bicicletta dal 1995. Nel 2004 ho fondato la Crisp Titanium, con l’obiettivo di costruire i telai artigianalmente su misura in titanio.Per lavorare con il titanio si deve stare molto attenti alla preparazione pre-saldatura, e per questo ho tutti gli attrezzi necessari per costruire telai di ottima qualità (fresa verticale, saldatrice tig ad arco pulsato, tavolo di riscontro, maschera per saldare sotto vuoto, etc..). Realizzo 30-40 telai/anno e lavoro solo con il titanio. Non ho un’esperienza con il carbonio e non mi piacciono sistemi di incollaggio di carbonio su titanio. Preferisco fare il lavoro di telaista e utilizzare materiali che conosco bene. Costruisco telai in Grado 9 (tubazioni) con pezzi fresati (forcellini, ferma guaina, attacchi, movimento) in Grado 5. Questo accoppiamento di materiale è collaudato delle case produttrici in America da più di vent’anni e per questo mi fido al 100%.

Spesso mi chiedono se il titanio è più elastico rispetto alla fibra di carbonio.
Non sono un esperto di fibra di carbonio, quindi la mia capacità di rispondere ad un livello tecnico è limitata. So che entrambi i materiali possono essere formati in vari modi per raggiungere obiettivi di robustezza, rigidità, e leggerezza. La fibra di carbonio può essere manipolata attraverso la densità utilizzata del tessuto, orientamento del layup, spessore del tessuto, forma, tipo di resina e quantità utilizzata. Io preferisco arrivare all’obiettivo con il titanio, manipolando la lunghezza del tubo, diametro, forma, calandratura a freddo, distribuzione dello spessore del tubo e geometria del telaio per risolvere il criterio del progetto. Posso costruire un telaio più o meno rigido, basandomi su questi elementi. Il carbonio è un materiale molto interessante per costruire telai e componenti di biciclette: spesso però, mi pongo domande sulle strategie di marketing di chi promuove il carbonio come materiale allo stesso tempo rigido e molleggiante.

Telaio CrispTitanium1 300x225 Telai su misura: titanio è meglio? L’opinione di Darren Crisp

Per quanto riguarda la tecnica di saldatura, in Italia c’e una forte di propaganda che sostiene i benefici della saldatura eseguita nella camera a vuoto. Personalmente saldo tutti i miei telai sotto vuoto in atmosfera inerte, simile perfettamente (e addirittura preferibile) alla camera. Le mie maschere sono realizzate da un’azienda americana leader nel settore e sono realizzate in modo da permette il passaggio di un flusso di gas inerte all’interno dei tubi delle stesse. Queste maschere sono state progettate per saldare i telai in titanio. La camera, generalmente, non è utilizzata nella costruzione di telai nonostante la pubblicità di alcuni costruttori. Merlin e Litespeed, aziende storiche nella produzione di telai in titanio, costruiscono ad esempio da più di vent’anni senza camera. L’attrezzatura d’oggi è sviluppata secondo un metodo che permette una saldatura più efficace e precisa. Per l’utilizzo della camera, sarebbe necessario riempirla completamente con argon prima della saldatura, procedimento che richiederebbe da 1-2 ore. Successivamente bisognerebbe posizionare tutto il lavoro dentro la camera prima di chiuderla e riempirla. Questo significa che si potrebbe lavorare solamente su una determinata quantità di pezzi per volta.La costruzione di un telaio, invece, richiede un’appuntatura iniziale e poi l’esecuzione delle verifiche sul banco di riscontro per l’allineamento. Quindi il telaio va tolto dalla camera (che dovrebbe essere svuotata completamente dell’argon se non è utilizzata un’anticamera, con altro spreco di gas). Questo procedimento non andrebbe eseguito solo dopo l’appuntatura, ma più volte durante le fasi di saldatura in base alla sequenza di costruzione. In tutto, il telaio dovrebbe entrare ed uscire dalla camera da 6 a 10 volte.

Questo non è un metodo efficiente e soprattutto è uno spreco di gas e di tempo.
Alcune pubblicità citano la camera come l’unica soluzione per la saldatura in titanio. Anche questo non è vero, perché la qualità della saldatura non dipende esclusivamente dal gas che circonda il campo di saldatura, ma piuttosto dalle preparazione dei tubi prima di queste operazione. I tubi devono essere sgrassati e puliti con acetone ed abrasivi speciali prima della saldatura. Questo è necessario sia che si lavori con la camera che con l’apparecchiatura specifica (maschere). Se la saldatura è compromessa, nove volte su dieci ciò è causato dalla negligenza nella cura della preparazione dei tubi. Non è quindi un fattore influenzato dalla camera, ma della negligenza del costruttore. Questa circostanza renderà una saldatura compromessa/inquinata nonostante un’atmosfera completamente protetta ed inerte come lo è quella della camera.
Con il titanio, si può verificare la qualità della saldatura appena completato il processo. Questo aspetto permette al saldatore, in tempo reale, di verificare obiettivamente lo stato di fusione senza necessità di svuotamento della camera.

Darren Crisp
Crisp Titanium

Crisp Cycle Group
Via Mammi, 50
52043 Castiglion Fiorentino (AR)
Italia
Tel/Fax: +390575659181
info@crisptitanium.com
www.crisptitanium.com

Perché un cambio digitale?

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Cambio digitale, è meglio?
Questo è uno dei temi più discussi fra gli appassionati della corsa su strada.
Se paragonata alla sua controparte meccanica, la tecnologia di cambio elettronico Di2 di Shimano (Digital Integrated Intelligence) offre numerosi vantaggi, che la rendono interessante per i professionisti e per gli appassionati dalla corsa su strada.
Innanzitutto cambiate più veloci: una volta premuto il pulsante del cambio, grazie all’impulso digitale, il deragliatore o il cambio si portano immediatamente sulla nuova posizione.
Un effetto paragonabile a quello di accendere la luce.
Inoltre, non serve alcuno sforzo manuale: basta un colpetto con il dito, senza dover azionare leve, un vantaggio enorme per chi ha le mani piccole o problemi di movimento alle braccia.
Le cambiate sono più precise: senza pericolo di innescare rapporti inadeguati, troppo alti o troppo bassi. In termini di precisione, la tecnologia digitale è superiore alle capacità umane. Le cambiate sono effettuate sempre con la stessa forza, con la stessa precisione e veloci come un lampo.
Trimming automatico: l’unità computerizzata calcola l’inclinazione della catena e regola la posizione del deragliatore come per magia, per evitare che la catena si sfreghi.
Cambiate da più posizioni: il cambio digitale elimina anche la necessità di spostare le mani per cambiare, ad esempio in presenza di estensioni per la corsa al cronometro.
Con una batteria completamente carica si possono percorrere fino a 2000 km, ma come minimo 1000. La distanza dipende dal numero di cambiate e dalle temperature esterne prevalenti.
Quando la carica della batteria scende sotto il 25%, si accende una spia a luce rossa continua sull’unità di controllo del cavo, ma l’energia rimasta è sufficiente per continuare a cambiare per circa altri 250 km. Quando la batteria è completamente scarica, la spia sarà a luce rossa intermittente. Nel peggiore dei casi, prima il deragliatore e poi il cambio resteranno sulla posizione impostata in quel momento. Ma si può continuare a correre.
Nel caso la bici cada sbattendo sul cambio, uno speciale meccanismo di protezione stacca il cambio per impedirne il danneggiamento. Premendo il pulsante sulla giunzione per almeno 5 secondi si ripristina il collegamento fra il motore e il cambio.

Nelle foto: Massimiliano Cenedese, responsabile QC della MIC spa
Il nuovo cambio digitale Shimano DURA-ACE Di2

Una ruota da sogno

Verrà presentata al prossimo Salone del Lusso di Vicenza, la ruota da bicicletta OZ499, realizzata in carbonio. Un connubio di tecnica e prestazioni reso possibile dalla più avanzata tecnologia e attenzione artigianale per i dettagli di Carlesso Telai e del suo fondatore Simone Carlesso.
Non è la ruota più costosa e neppure la più leggera. Eppure segna una innovazione e trasformazione nel mondo delle due ruote, grazie al miglior rapporto tra efficienza e sicurezza, insieme a un design avveniristico.
OZ499 viene commercializzata in tiratura limitata, solo 500 esemplari numerati prenotabili esclusivamente via web.

Design, efficienza aerodinamica, resistenza, unicità sono i dettagli che rendono questa ruota unica: la perfezione del cerchio e la bellezza dei quattro artigli pronti a mordere la strada, una sintesi di design e aerodinamica perfetta.

Il profilo, frutto dei risultati ottenuti dalla ricerca in campo aeronautico, è infatti stato concepito per ridurre al minimo le turbolenze e la rumorosità della ruota. OZ499 è disponibile in due versioni colore: carbonio e oro dalla coppia 1 alla 35,carbonio e argento dalla coppia 36 alla 499. L’efficienza aerodinamica misura 0,92 watt, un valore altissimo certificato dai severi test effettuati. Solo 0,92 watt di potenza per mantenere una velocità di 40 km orari, contro i 9 watt circa richiesti da altre ruote, per una riduzione drastica dello sforzo richiesto ad ogni ciclista.
I rigidi test FEM e su strada hanno certificato elevati standard di resistenza, in grado di garantire la massima sicurezza.

Queste le soluzioni costruttive che hanno permesso tali risultati:
- composizione della ruota in carbonio, titanio ed ergal;
- mozzo a 5 strati di carbonio con laminazione effettuata manualmente;
- ogni ruota è realizzata con attenzione al più piccolo dettaglio costruttivo.
OZ499 è il frutto di una collaborazione tra OZ Racing e Carlesso.

ruota oz Una ruota da sogno